L'8 maggio, nella cornice del prestigioso Circolo Bononia, EmpaticaMente ha portato a Bologna un pomeriggio di dialogo, testimonianze e riflessioni condivise per costruire insieme una cultura della non violenza, del rispetto e della gentilezza.
Si è tenuto giovedì 8 maggio presso il Circolo Bononia di Via Castiglione 1 l'atteso incontro promosso dall'Associazione EmpaticaMente APS: "La violenza muore se crescono empatia e gentilezza". Una serata che ha segnato la presentazione ufficiale dell'associazione in Emilia-Romagna, portando nel capoluogo emiliano un messaggio chiaro e urgente — quello di una cultura fondata sull'ascolto, il rispetto e la responsabilità condivisa.
L'evento, organizzato dalla coordinatrice regionale Roberta Marescalchi e da Cristina Felli, responsabile del fundraising e dell'organizzazione eventi, ha riunito voci autorevoli dal mondo della medicina, della psicologia, del diritto, dello sport e del volontariato, in un confronto multidisciplinare che ha toccato ogni sfera della vita civile.
L'apertura della serata
A dare il via alla serata sono stati i saluti istituzionali della Dott.ssa Rosanna Ghetti, Presidente del Circolo Bononia, dell'Avv. Annamaria Cesari, Vice Presidente di Professione Italia Bologna, e di Roberta Marescalchi, Coordinatrice Emilia-Romagna di EmpaticaMente. Parole di benvenuto che hanno subito tracciato il filo conduttore della serata: costruire ponti, non alzare muri.
La moderazione è stata affidata ad Alessandro Cardente, Presidente di EmpaticaMente e autore del volume "Oltre il maskio. Appello agli uomini per combattere la violenza di genere" (Koinè Nuove Edizioni), che ha guidato il dibattito con equilibrio e profondità, valorizzando ogni contributo e tenendo viva l'attenzione della sala.
Un confronto davvero multidisciplinare
Il cuore della serata è stato il ricco programma di interventi, che ha dimostrato quanto il tema dell'empatia attraversi ogni ambito della vita professionale e quotidiana.
Loretta Michelini, Presidente di MondoDonna e Socia Fondatrice di Co.R.A., ha portato la prospettiva del contrasto diretto alla violenza di genere, raccontando il lavoro concreto dei centri antiviolenza e delle case rifugio presenti sul territorio nazionale.
Il Prof. Gianantonio Rosti, ematologo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, e la Dott.ssa Federica Lo Dato, medico psico-oncologa, hanno affrontato il ruolo dell'empatia nel rapporto medico-paziente: un ambito spesso trascurato, ma fondamentale per la qualità stessa delle cure e per il percorso di guarigione.
Gaia Galvagno, Presidente della Mirandolese Folgore Club, ha portato una riflessione originale sulla gentilezza nello sport, mostrando come i valori del rispetto e della lealtà siano educazione civile prima ancora che regole di gioco. La Dott.ssa Mariangela Genovese, consulente e coach aziendale, ha invece illustrato come empatia e ascolto attivo possano trasformare i conflitti in opportunità di crescita nei contesti lavorativi.
Non è mancato il contributo dell'associazione ChiaraMilla, attiva nella pet therapy nelle strutture ospedaliere, e del relatore culturale Franco Alvisi, che ha arricchito la serata con spunti di riflessione sul valore della cultura come strumento di cambiamento sociale.
Un percorso in crescita, da Roma a Bologna
L'incontro bolognese è stato anche l'occasione per fare il punto sul percorso di EmpaticaMente, nata per promuovere una cultura basata sull'ascolto, il rispetto e la responsabilità condivisa, e oggi presente in 11 regioni italiane.
Lo scorso 1° dicembre, al Teatro De' Servi di Roma, si era tenuta la prima presentazione ufficiale dell'associazione, con la prima edizione del Premio all'Empatia e alla Gentilezza: un appuntamento che aveva registrato ampia partecipazione e rilevante attenzione mediatica, confermando la vitalità e la necessità del progetto. Ora il testimone passa all'Emilia-Romagna, con l'ambizione di costruire una rete territoriale solida che coinvolga scuole, istituzioni e realtà del terzo settore.
Perché, come ricorda il titolo dell'incontro, la violenza non si combatte soltanto dopo che accade: si previene, coltivando ogni giorno empatia e gentilezza — a partire dai banchi di scuola, dai luoghi di cura, dai campi sportivi e dagli ambienti di lavoro.
EmpaticaMente continua così il suo percorso sul territorio nazionale, portando la propria voce nelle città italiane con un messaggio che non smette di essere attuale: la gentilezza non è debolezza, ma coraggio. E il cambiamento culturale inizia da piccoli gesti, ripetuti con coerenza.
Per sapere di più sulle attività dell'associazione, visitare il sito www.empaticamente.org o scrivere a info@empaticamente.org.